Dall’intervista al Dottor Emanuele Ciocia

Emanuele Ciocia è uno psicologo e psicoterapeuta che, grazie in particolar modo alla persona di Patrizia Gianetti, ha creato uno stretto rapporto di scambio e collaborazione con Enjoy Care.

“Nel mio percorso formativo” racconta il Dottor Ciocia “c’è stato un progressivo avvicinamento al mondo delle disabilità, che mi ha portato, fra le altre cose, a conoscere e poi aderire alla metodologia della TMA”.

La Terapia Multisistemica in Acqua è un trattamento, che ha finalità a medio-lungo termine, si attua attraverso un processo interpersonale pianificato e consapevole volto a influenzare disturbi del comportamento e relazionali, con mezzi prettamente psicologici verbali e non verbali in vista di un obiettivo specifico e individuale elaborato per ogni singolo soggetto.

È una metodologia indirizzata principalmente a bambini e ragazzi di età compresa fra i 3 e i 24 anni; dopo un incontro iniziale anche con la famiglia si programma un percorso personale ponendosi degli obiettivi da raggiungere, che possono modificarsi nel tempo.

Questa metodologia, che si sviluppa in acqua ed è strutturata attraverso fasi, è volta alla riduzione dei sintomi e all’incremento dell’integrazione sociale.

“Nei soggetti autistici o con disturbi comportamentali si hanno difficoltà a instaurare relazioni interpersonali a causa della distorsione della comunicazione che questo tipo di patologie comportano” ci spiega il Dottor Ciocia.

Laddove nelle consuete condizioni il soggetto autistico eviterebbe ogni contatto, nel setting piscina, si trova ad aver bisogno dell’operatore ed è quindi forzato ad instaurare con lui un rapporto immediato; in questo consiste la prima fase.

La TMA non deve essere l’unico intervento, ma va inserita in un percorso terapeutico educativo globale, che tenga conto dell’individualità, del contesto e dei bisogni specifici di ciascun bambino. Un percorso all’interno del quale i diversi professionisti, ognuno per la sua competenza, dialogano tra loro con un intento unificato.

Questa metodologia è fondata sul rapporto umano e su procedure tecnico-sperimentali che attraverso il percorso psicoeducativo ed emozionale si propone di essere anche un supporto alle famiglie dei bambini, fornendo degli strumenti per migliorare la vita quotidiana.

Intraprendono questo percorso sia famiglie al cui bambino è stata appena diagnosticata la malattia, sia chi ha già una lunga esperienza con questo tipo di patologie.

“L’autismo è una malattia complessa da gestire per le famiglie” ci spiega il Dottor Ciocia “spesso chi convive con questa realtà da anni, dopo aver provato diversi percorsi terapeutici, arriva da noi stanco e scoraggiato, con pochissime aspettative” e prosegue: “già dopo i primi risultati col bambino, vedere nelle famiglie riaccendersi la speranza e la volontà di percorrere nuove strade che gli si aprono davanti, grazie all’approccio innovativo di questa metodologia, mi riempie di gioia e soddisfazione”.

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